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di: Massimo Stanghellini Perilli

Questa “lettera” è stata scritta dal nostro socio fondatore Massimo Stanghellini Perilli come post-fazione del Volume

Il Rotary – Un’idea, una storia Chicago 1905 – Ravenna 1995
a cura di Claudio Widmann

Pubblicato dal Rotary Club di Ravenna nel 1994 per i tipi della Longo Editore e ripubblicato l’anno successivo.

Il volume contiene interventi dei soci sul R.I. e sulla storia del Club di Ravenna

“Ravenna,

Caro nuovo amico,
consenti non solo al più vecchio del nostro club, ma – credo – a uno dei più vecchi e anziani dell’intero distretto, di esprimerti il proprio pensiero e anche qualche consiglio.

E’ passato quasi mezzo secolo da quando, con alcuni amici, ho fondato, nel 1948, il nostro club e da allora ho assistito alla profonda evoluzione del nostro Rotary come, forse, doveva avvenire.

Molte cose sono cambiate: il Rotary si è sempre più diffuso nel mondo, i distretti, i clubs e i soci sono enormemente aumentati. Ma sono enormemente cresciute le responsabilità; non tanto negli ideali, ovviamente immutati, quanto nella difficoltà di estendere i rapporti personali, tanto importanti per mantenere lo spirito rotaryano.

Consentimi un’osservazione del tutto personale e certamente non condivisa in alto loco: la proliferazione dei distretti e dei clubs ha ristretto la possibilità dei contatti e dei rapporti di amicizia fra i rotaryani.

Ricordo con nostalgia le Assemblee, quando il distretto era unico, le opportunità di incontri coi rotaryani dei clubs anche più lontani e i nascenti rapporti di conoscenza e di amicizia.

Tutto cambia, e pure il Rotary, per adattarsi all’inevitabile evoluzione del mondo e della società.

Ma questo cambiamento non deve e non può incidere sulla vita e sugli ideali del Rotary, quali furono fissati da Paul Harrys. Non posso quindi che richiamare alla tua attenzione certi principi fondamentali: il sentimento di amicizia, base di ogni associazionismo, la lealtà verso tutti, l’esempio per la famiglia e per la società e, è superfluo dirlo, l’onestà.

Ma altrettanto importanti sono i rapporti fra noi soci.

E’ naturale che, nelle riunioni, si formino piccoli gruppi che si sentono più affini per professione, gusti e cultura. E’ naturale, ma è un errore.

Come sarebbe un errore sentirsi più vicini a coloro che hanno ideali politici comuni. La politica deve restare fuori del club, come si lasciano al guardaroba i cappotti e l’ombrello nei giorni di cattivo tempo.

Sembra una frivolezza, ma non lo è: osserva la cura, non l’eleganza, dell’abbigliamento. Cravatta e giacca sono atto di riguardo al club e agli altri soci.

Per statuto sei tenuto a relazioni su argomenti interessanti. Non dimenticare però che ti rivolgi a persone di diversa cultura e di diversi interessi. Pur se curate, le relazioni siano di facile comprensione e limitate nel tempo. Diversamente che all’estero, dove gli interventi sono ridotti per la brevità dei meetings, da noi sono allietati da cibi abbondanti che favoriscono le distrazioni. Fa che i rotaryani non sentano con sollievo il suono della campana.

E quando sarà richiesto il tuo voto, dallo con coscienza delle doti rotaryane e col solo riguardo alle qualità richieste. Evita personalismi e legami di altra natura.

Ricorda, soprattutto, che sei divenuto rotaryano.

Il vecchio, anzi vecchissimo Massimo Stanghellini Perilli”

Presidente RC Ravenna nel biennio 1955-1957